giovedì 10 aprile 2008

Cosa detesto di 'sto posto


Detesto le canzoni che campionano il suono delle sirene...raga,se si è in macchina ci si prende male!!!

martedì 8 aprile 2008

Spirito olimpico?!?

Signore e signori dopo aver distrutto tutti i valori possibili quali la famiglia, la pace, la solidarietà ecc. ecc., l'essere umano ha pensato bene di distruggere anche lo spirito olimpico.

Come si può pensare a tutti gli ideali che i cinque cerchi olimpici ispirano sapendo che la nazione ospitante è colpevole di un vero e proprio genocidio? Fondamentalmente il problema non è se decidere se boicottare le olimpiadi o meno. Il problema reale è: perchè il CIO ha infilato la testa nel culo di un fagiano e ha deciso di assegnare le olimpiadi alla Cina? Perchè i mass-media non hanno mai parlato del Tibet prima della partenza della fiaccola olimpica e tenevano nascosto il genocidio dei tibetani (così come stanno facendo per il Darfur) visto che è un conflitto che dura da decenni?

Ma ora che la frittata è fatta, quello che succede e che succederà va contro lo spirito olimpico in tutto e per tutto. A Londra e a Parigi centinaia di manifestanti pro-Tibet hanno impedito il passaggio della fiaccola e già a San Francisco si stanno preparando.

E durante le olimpiadi vere e proprie? Avranno voglia gli atleti di festeggiare? Voglio proprio vedere se nessun atleta sul podio sfoggerà una bella maglietta o uno striscione che recita a caratteri cubitali "Free Tibet", cosa farà la polizia cinese? Salirà sul podio per prendere a manganellate l'atleta in mondo visione? Chiuderà le frontiere a tutti i tifosi delle altre nazioni per evitare che tra loro si nascondano manifestanti e oppositori del regime cinese?

Perchè nessuno si pone queste domande? Sono forse gli affari a 9 zeri che intercorrono tra la cina e i Paesi europei cina-dipendenti? Siamo tornati a sessanta anni fa, quando le olimpiadi si svolsero a Berlino per non fare un dispiacere a Hitler. Ora si faranno a Pechino per non mettere in crisi il business euro-cinese.

L'eterna lotta tra il valore del denaro e quello della vita umana sta scrivendo un ennesimo squallido capitolo della sua storia.

Tibet Libero. Darfur Libero. Chiapas Libero.

martedì 1 aprile 2008

IL MIO TONO

E' arrivato il momento di darsi un tono.La gente per strada mi ferma e mi chiede dei perchè e dei per come scrivo di cose senza senso e fantischerie da adulto con la sindrome di Peter Pan.O di chi in realtà fossero le belve rosse che dovevano mangiarmi,io ci credevo,o di chi è in realtà Sivido.A queste e alle altre domande rispondo:"Per il resto tutto a posto?"
PeAcE

lunedì 24 marzo 2008

DA DOVE VENGO

Le stelle sono casa,ma non ci posso tornare.Che triste sapere da dove arrivi e non saper ritrovarne la strada;avessi saputo la storia di Pollicino avrei lasciato qualche bagola per lo spazio così da assaggiarne l' aroma a tempo debito,ma così,ora,come posso fare?Forse chiedendo in giro?Già,ma a chi?Più guardo attorno più trovo i miei vicini di stelle ormai calati nel mondo.Cazzo raga,ma dove siamo finiti?Dove sono finiti i sogni leggeri più dell' aria grazie alla polvere di stelle?Fanculo Campanellino e quel suo sguardo ammaliante che ci ha prima illuso e poi ridotti come stupidi adulti!E si,ci ha fregati in pieno.Noi si credeva alla svolta,a ciò che ci avrebbe portato lontano da qua e invece siamo sempre più vicini ai vicini di casa.Lavoro,macchina,4 soldi in tasca e i salti mortali per fare serata,per dire "io c'ero e quello era talmente fuori che non si reggeva in piedi".Ci sono pure io qua in mezzo,ma non ho ancora dimenticato da dove vengo e forse qualcuno può darmi delle indicazioni o magari accompagnarmi nel viaggio di ritorno o forse può dare senso nel diventare anch'io un semplice vicino di casa,ma in quelle quattro mura altro che cielo nella mia stanza,là già ho nascosto un pò di polvere di stelle.Pensavi di avermi fregato Campanellino!Sè,non si ruba a casa del ladro.
PeAcE

martedì 11 marzo 2008

COMUNQUE VADA SARA' SUCCESSO

Non so dove sarò domani a quest'ora se al settimo cielo o nell'antro di chissà quale bestia rossa,ma in ogni caso sarà il restante delirio.
PeAcE

lunedì 10 marzo 2008

2 NOTE

Aprì gli occhi.Venni travolto dal forte rimbombo del silenzio,era la prima volta che ciò che adoravo di più a questo mondo si presentava a me così ostile."Che ti ho fatto?!" pensai o forse pronunciai,il suono del vuoto era troppo forte da coprire quello sbiascicato che fuoriusciva dalla mia bocca impastata.Mi alzai trascinandomi verso la scrivania,non mi reggevo in piedi e il freddo della stanza fece cadere la mia attenzione su un maglione buttato a terra insieme ad altri vestiti,chissà da quanto tempo era lì.Una volta indossato il freddo non voleva comunque scendere anzi saliva dritto dritto dalla schiena per fermarsi di colpo,quasi impaurito,alla fine della colonna vertebrale.Allungai la mano sulla scrivania per cercare non sapevo cosa di preciso,intanto con l'altra sfogliavo cartelle interattive alla ricerca di ciò che poteva mettere fine a quel silenzio.Eccola!Doppio click."Giorni matti". Bassi.La musica pervase la stanza e scacciò il mio fastidio.Intanto la mano che avevo dimenticato per la scrivania era riuscita a scoprire dove si era cacciato l'accendino.Due note.Mi erano rimaste due note da suonare da solo."Non sei solo"."Siamo ancora qui"risposero due voci ben distinte.La sensazione di freddo era svanita.Rimasi un paio di minuti ad ascoltare ciò che si dicevano.Non avevo paura di loro,non m'interessava come avessero fatto ad entrare o se erano rincasati con me.Ero attratto dalle loro parole.Uno di loro ricercava formalismi,muovendosi con sicurezza fra le strutture della sua lingua,sottolineando con una risatina le lacune che l altro presentava al suo orecchio.Il suo interlocutore invece riempiva il silenzio tra una parola e l'altra grazie all'incastro di immagini che si creavano,quasi da sole,dal suo racconto e nel momento in cui prendeva respiro.Parlavano di tutto e di niente,come se dovessero far passare il tempo senza ricavarne qualcosa.Ora stavano disquisendo su ciò che l'uomo non vuole vedere perchè ha paura.Entrambi sostenevano che nessuno ha più la spinta di guardare ad occhi aperti.Avrei voluto intervenire per dire la mia.Ma ogni volta che formulavo un pensiero,loro mi anticipavano pronunciandolo."Pura coincidenza"affermai,non so come quelle due parole abbiano preso vita,speravo rimanessero nella mia mente.Di colpo la loro conversazione si spense.Mi guardarono negli occhi,continuavo a non riconoscerli,ma loro si,loro mi riconoscevano e se prima non m'importava chi fossero,ora quella domanda tormentava la mia mente.Ma il mio corpo era fermo forse perchè era teso allo spasmo dalla paura o forse per il freddo che mi aveva avvolto nuovamente.Le due note che mi erano rimaste erano fuori tempo rispetto al pezzo di Bassi.Il loro sguardo si fece sempre più pesante.Uno dei due si avvicinò.Si mise a giocare con il mio accendino facendolo passare fra le dita della mano per poi appoggiarlo esattamente nello stesso posto in cui la mia mano era andata a scovarlo."Già!"mi disse con uno strano ghigno sul volto.Aprì gli occhi,la luce calda del sole che entrava dalla finestra mi aveva svegliato.

giovedì 6 marzo 2008

Periodo no.

E' come se la mia esistenza avesse il raffreddore: mastica la vita ma non ne sente il gusto.